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Un simpatico tizio dall’improponibile nickname di destinws2 ha pubblicato un video in slow motion, un super moviolone, nel quale si vede il funzionamento dell’otturatore di una reflex. Davvero impressionante, se ricordate che il tutto avviene anche dievi volte al secondo…
Se non ricordate cosa è l’otturatore ecco la descrizione di Wikipedia:

In fotografia, l’otturatore è il dispositivo meccanico o elettronico che ha il compito di controllare per quanto tempo la pellicola o il sensore (nelle fotocamere digitali) resta esposto alla luce. Facendo un parallelo con l’occhio umano, mentre l’iride rappresenta il diaframma, la palpebra dà un’idea dell’otturatore.
Gli otturatori possono essere classificati in due tipi:

  • otturatori centrali
  • otturatori a tendina

Al primo tipo corrispondono tutti gli otturatori dotati di lamelle disposte a raggiera, in modo simile a quelle del diaframma. Il secondo tipo è un otturatore composto da due superfici di stoffa o metallo disposte parallelamente lungo il piano focale, che scorrono verticalmente formando una fessura che lascia passare la luce. Se il tempo richiesto è lento, la prima tendina raggiunge il fine corsa e conseguentemente parte la seconda che copre la pellicola concludendo l’esposizione. In caso di tempi più rapidi, la seconda tendina viene azionata durante la corsa della prima, quindi la pellicola non viene esposta contemporaneamente lungo tutto il fotogramma, ma solo attraverso la fessura formatasi dal ritardo fra la prima e la seconda tendina. L’otturatore, insieme al diaframma (che regola l’intensità della luce), è un fattore indispensabile per determinare una corretta esposizione, la giusta regolazione dell’apertura diaframmale combinata con la giusta regolazione del tempo di otturazione consentirà di impressionare la pellicola o il sensore esattamente con la quantità di luce richiesta (intensità x tempo) per un’esposizione perfetta.

Il tempo di otturazione può essere utilizzato in modo creativo, infatti scegliendo un tempo lento si può catturare un soggetto ed esaltarne il movimento (mosso creativo), oppure scegliendo un tempo rapido si può fissare (congelare) un soggetto in movimento e aumentare la nitidezza dell’immagine. Nelle moderne macchine fotografiche, i tempi dell’otturatore sono selezionabili da una ghiera oppure, negli apparecchi elettronici, da pulsanti o comandi digitali. Una tipica serie di tempi (o velocità) di otturazione in frazioni di secondo è la seguente:
8 4 2 1 1/2 1/4 1/8 1/15 1/30 1/60 1/125 1/250 1/500 1/1000 1/2000 1/4000

Nella scala dei tempi ogni valore è circa la metà di quello che lo precede e circa il doppio di quello successivo. Di norma i valori inferiori al secondo sono visualizzati solo con il divisore: 1/125 diviene 125. Come per la scala dei diaframmi, l’intervallo tra i diversi valori dei tempi di otturazione viene indicato in gergo stop. Aumentando/diminuendo di uno stop il tempo di otturazione raddoppia/dimezza la quantità di luce che arriva al supporto sensibile. Per esempio se si aumenta di 1 stop il tempo di otturazione, senza variare il valore di apertura del diaframma, si aumenta di un 1EV l’esposizione calcolata dall’esposimetro, il che significa raddoppiare (2X) la quantità di luce che penetra attraverso l’obiettivo. Ma se contemporaneamente chiudiamo di un 1 stop l’apertura del diaframma, per cui dimezziamo la quantità di luce che penetra attraverso l’obiettivo, si ha una compensazione e il valore esposimetrico (EV) rimane invariato.

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