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Avvicinarsi al mondo della macrofotografia non è poi cosi difficile, soprattutto se ci si limita ad eseguire dei perfetti close-up!

Infatti la vera macrofotografia è quella che consente di ottenere dei rapporti di produzione di almeno 1:1 del soggetto ripreso: il vostro soggetto appare sulla pellicola o sul sensore con le stesse misure reali. Poiché i soggetti interessanti possono essere più grandi del sensore spesso è interessante limitarsi a rapporti di ingrandimento minori di uno ma superiori a rapporti di 1:2. Questo è il campo del close-up.
Un nuovo mondo da esplorare…

I sistemi fotografici più economici generalmente hanno una impostazione macro che macro non è. Consentono solo di avvicinarsi un po’ di più al soggetto. Non consentono neppure close-up i normali obiettivi per macchine reflex i cui rapporti di ingrandimento sono in genere inferori a 1:3.

La prima possibilità per ottenere macro o close-up è quello di comprare un obiettivo che davvero consenta questo tipo di fotografie. Ogni grossa casa ne ha almeno un paio nel set di prodotti. Controllate sempre il rapporto di ingrandimento per verificare che siano realmente macro e non dimenticate che potete usarli anche per le normali fotografie. Ci sono anche obiettivi che consentono rapporti superiori ad uno (5:1, 3:1, etc) ma sono estremamente costosi e servono solo per le macro.

Altre soluzioni più economiche? Potete prendere dei tubi di estensione da accoppiare a normali obiettivi, recuperare degli anelli di inversione o ancora comperare dei filtri close-up.

I tubi di estensione consentono di allontanare l’obiettivo dal piano della pellicola (sensore) ottenedo minori distanze di messe a fuoco e maggiori rapporti di ingrandimento. Utilizzando questi sistemi perderete la possibilità di messa a fuoco all’infinito, ma non è mai necessario mentre eseguite questo tipo di fotografie. I vostri diaframmi saranno minori del reale e dovrete necesariamente compensare un poco.

Un anello di inversione vi consente letteralmente di girare il vostro obiettivo. Perderete tutti gli automatismi (anche se ci sono anelli che consento per alcune macchine di mantenere comunque gli automatismi – ad un prezzo non incifferente comunque!) ma avrete un economicissimo sistema di ingrandimento.

Il filtro close-up non è nient’altro che una lente di ingrandimento da mettere davanti al vostro normale obiettivo… Sono in genere di una qualità inferiore agli obiettivi normalmente in uso e davvero l’unico vantaggio è la loro estrema portabilità.

Ottentuto un sistema macro utilizzando uno dei sistemi indicati, o una combinazione dei sistemi potete prepararvi a realizzare qualche macro o close-up. Come?

La limitata distanza tra soggetto e piano focale impone alcune particolari attenzioni perché avrete meno profondità di campo e meno luce di quanto pensiate. Ecco alcuni consigli.

Chiudete il diaframma il più possibile: non avete scelta per avere profondità di campo accettabili. Con un 100mm, una reflex pieno formato, a F/16 con una distanza di 50cm, la profondità di campo è di soli 1,5cm!

I tempi di esposizione si allungheranno (usare ISO alte non da quasi mai un buon risultato in macrofotografia, serve chiarezza!) e sarà necessario montare la macchina fotografica su un cavaletto. L’uso di questo vi consente di controllare meglio la messa a fuoco, meglio se eseguita a mano, sensibilissima hai piccoli spostamenti e al tremolio. Usate il cavo per uno scatto perfettamente fermo e se potete fate alzare prima lo specchietto!

Potreste essere in difetto di luce comunque. Una buona illuminazione ben posta potrà certamente aiutarvi ad ottenere dei risultati migliori. Il flash, come sempre, se mal utilizzato rischia di appiattre la vostra immagine e certamente è consigliato l’uso di quello anulare attorno all’obiettivo (con costi non indiffderenti).

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