News

0

Nel mondo fotografico, per distinguere un grandangolo da un tele o da un obiettivo normale non si usa l’angolo di visione, bensì la lunghezza focale. Quest’ultima misura in millimetri la distanza tra la superficie del sensore o pellicola e il centro della lente dell’obiettivo con il fuoco impostato all’infinito (nel caso di un obiettivo zoom che si compone di diverse lenti, se ne prende il “punto centrale” che non è necessariamente collocato al centro dell’obiettivo stesso). Le misure comunemente riconosciute e ricordate dagli addetti ai lavori si riferiscono a fotocamere con pellicole da 35 millimetri, ossia le classiche macchine fotografiche che andavano per la maggiore prima dell’avvento delle digitali. La misura di 35 mm si riferisce alla larghezza complessiva della pellicola (compresa le due strisce forate per il trascinamento).
Il fotogramma vero e proprio misura 26 x 36 millimetri, con una diagonale di 43 millimetri (potete verificarlo voi stessi guardando una qualsiasi diapositiva). Quando la lunghezza focale dell’obiettivo si avvicina alla diagonale dell’area sensibile della pellicola o del sensore si ottiene una visione normale. Quando le lunghezze sono inferiori si entra nel mondo degli obiettivi grandangolari e quando sono superiori ci si sposta nei teleobiettivi. Perciò, nel mondo della fotografia classica, quando si usa un obiettivo da 40 o 50 mm si ottiene un angolo di visione normale, quando invece se ne usa uno da 35 mm (presente in gran parte delle fotocamere compatte) si ottiene una visione leggermente grandangolare che diventa decisamente grandangolare con obiettivi da 28 e 24 mm. Sul fronte opposto, i teleobiettivi iniziano a 70 mm (idonei per i ritratti) e proseguono fino a 500 mm e oltre per le riprese a grande e gradissima distanza.
Nel mondo delle digitali i valori cambiano perché il sensore è più piccolo di un fotogramma da 24 x 36 mm (salvo che in alcune macchine di altissima risoluzione). Inoltre le macchine hanno sensori di dimensioni diverse tra loro, che variano in base alla risoluzione e alla tecnologia costruttiva; di conseguenza non è possibile creare un sistema di misura universale come nel caso delle macchine a pellicola. Per tal motivo, ogni costruttore fornisce, oltre alla misura della lunghezza focale reale del proprio obiettivo (di solito pochi millimetri), anche un valore equivalente che la paragona a ciò che si otterrebbe su una macchina con pellicola da 35 mm. Perciò quando leggete 35 – 110 mm “equivalenti a 35 mm”, o qualcosa del genere, sapete che l’obiettivo zoom montato sulla vostra digitale può spaziare da una visione leggermente grandangolare a un tele. [NITAL-NIKON]

Comments ( 0 )

    Leave A Comment

    Your email address will not be published. Required fields are marked *