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La fotografia digitale ha messo il processo di sviluppo delle immagini nelle mani del consumatore: non c’è più bisogno di affidarsi ad uno sviluppatore e volendo non c’è più bisogno di uno stampatore: con una stampante collegata al proprio calcolatore è possibile ottenere delle stampe accettabili.

Il primo di sei appuntamenti per imparare a stampare correttamente anche in casa. Iniziamo oggi con “la dimensione delle fotografie” per proseguire ogni lunedì con: “i formati delle immagini”, “i profili di colore”, “la calibrazione del monitor”, “la stampa della fotografia” ed infine “la stampa delle fotografie in casa”.

La dimensione delle fotografie

Le più comuni stampanti in commercio hanno una capacità di 200/300 pixel per pollice (indicato anche con dot per pollice – ma dot e pixel sono praticamente la stessa cosa!). Cosa significa? Semplicemente il numero indica che la stampante è in grado di mettere circa 200/300 gocce di inchiostro sulla carta ogni pollice, una vecchia unità di misura anglosassone ancora utilizzata negli Stati Uniti e in Gran Bretagna (anche se in misura minore). In particolari condizioni la stampante potrebbe arrivare anche a valori più alti (400/600 pixel per pollice) ma mai quando chidete di stampare una immagine.

Per le nostre valutazioni possiamo scegliere un valore di 250 pixel per pollice, ovvero circa 100 pixel per centimetro. La massima dimensione stampabile di una immagine sarà:

lunghezza in centimetri = dimensione in pixel / 100

Una immagine di 6 megapixel, di dimensione 3000×2000 sarà stampabile fino ad un formato di 30×20 centimetri.

Dovreste aver capito che inseguire l’ultimo modello di fotocamera che ha qualche milione di pixel in più non ha nessun senso, mentre è più importante investire su obbiettivi migliori.

La settimana prossima cercheremo di capire cosa sono i profili di colore.

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