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Un articolo su come imparare a scegliere una propria fotografia, ma anche come giudicare una fotografia altrui. L’articolo dopo il salto.

L’ATTO FINALE DI UNA SCELTA
di Danilo Bazzani

Presto o tardi ogni fotografo che si rispetti deve scegliere una sua fotografia, da mostrare o per essere giudicata: uno sforzo grande, quasi quanto scattare. Alcuni grandi autori affermano che scegliere è come scattare di nuovo.

Il fotografo spesso si lascia trarre in inganno, nel giudicare una propria opera, dalle difficoltà superate per ottenerlo, dalla eccitazione provata mentre si eseguiva, dagli odori, dai rumori che lo circondavano mentre scattava. Come giudicare obiettivamente un proprio scatto, senza lasciarsi influenzare da tutto questo?

La soluzione può essere riassunta in cinque sole parole: Tecnica, Composizione, Esercizio, Emozione e Confronto.

Tecnica
Il fotografo deve eliminare ogni immagine viziata da un errore tecnico: scatti sottoesposti o sovraesposti, fotografie mosse o immagini sfuocate, orizzonti storti, visi tagliati sono errori e come tali vanno eliminati. Imparare ad eliminare è il primo passo per migliorare e imparare a valutare le propri fotografie.

Nel realizzare una immagine non dimenticate che in realtà nella fotografia non ci sono regole. Lo sfuocato potrebbe essere una scelta per mostrare come in un sogno, la sovraesposizione un modo per urlare con forza un’emozione, un taglio obliquo una scelta modernista per esprimere dinamicità… Quello che in un manuale di tecnica fotografica è indicato come errore da matita blu può essere per voi un modo non convenzionale di esprimere la vostra fotografia!

Composizione
Gli elementi (forma, colore e luce) che compongono una fotografia devono fondersi tra loro per formare un unico insieme tutto equilibrato.

L’ equilibrio delle forme può avere delle trazioni terribili da una parte e dall’altra, però sempre in equilibrio anche se quasi dà un senso di vertigine. La gente che se ne intende, che sa guardare, sa riconoscere questo «equilibrio squilibrato» [Alberto Burri, pittore].

Quando parliamo di equilibrio cromatico di una composizione, di un dipinto ci riferiamo ad un uso consapevole dei colori, così da procedere in modo concorde con effetti armonici verso un determinato fine espressivo: dolcezza, serenità, eccitazione, di provocazione o altro sentimento.

La luce, la sua qualità, le suggestioni che trasmette non sono da meno, nel colore ma soprattutto nel bianco e nero. Flavio Caroli è ordinario di Storia dell’Arte moderna presso l’Università degli Studi e il Politecnico di Milano e a proposito della luce si esprime così: la luce diviene protagonista con Caravaggio e da questo momento in poi si entra nell’attimo luminoso, in quell’istante di luce dovuto al cambiamento continuo delle condizioni atmosferiche. Si giunge all’idea dell’attimo luminoso, che sarà la chiave stessa di tutta la raffigurazione del Ventesimo Secolo e che fatalmente è ancora la chiave sia della pittura che del cinema (e della fotografia – NdA) dei nostri tempi.

Esercizio
Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi [Richard Avedon].

Scattare, scattare, scattare! L’esercizio permette al fotografo di cercare e ricercare nuovi e diversi punti di vista. Questo non significa buttare decine di metri di pellicola nella speranza di realizzare un ottimo scatto, ma al contrario vuol dire mettersi alla prova andando alla ricerca di soggetti interessanti, di visioni interessanti o di elementi che ai più possono sembrare banali ma che il vostro punto di vista originale può far diventare eccezionalmente interessante. Esercitate la vostra mente fotografica componendo la vostra immagine nella mente, cercando di capire cosa volete raccontare, cosa mettere in evidenza per emozionare e stupire .

Emozione
Attrezzatura e tecnica sono solo l’inizio, è il fotografo che conta più di tutto [John Hedgecoe, fotografo].

La fotografia è cattura, scoperta ma soprattutto voler emozionare attraverso le immagini. Il fotografo non si limita a rappresentare un doppione della natura, ma a darne la sua interpretazione, anzi a suggerire una interpretazione a chi la osserva.

Confronto
Guardare le fotografie altrui, frequentare circoli (non a caso questo articolo è stato scritto per il sito del Circolo Fotografico Paullese!!!), partecipare anche a gruppi digitali (come l’Accademia Fotografica di Flickr!), discutere delle proprie immagini con gli altri permettono di crescere tecnicamente ed artisticamente. Quando affrontate il giudizio degli altri accettatelo con umiltà disponibili ad ascoltare un punto di vista diverso dal vostro ma non necessariamente giusto!
Confrontate le vostre opere aprendo lo sguardo a tutte le forme d’arte, non limitatevi alla sola fotografia: la pittura offre spunti rigorosi e diversissimi, il cinema è fotografia in movimento, l’architettura e la scultura sono immagini tridimensionali, la musica e la letteratura riescono ad evocare visioni nella vostra mente… La fotografia è solo una delle declinazioni possibili dell’arte, lasciatevi influenzare da tutte le sue forme che la vostra mente può esprimere e sintetizzate con una sola immagine.

Conclusioni
Scegliere una propria immagine non è facile, è meno difficile se scegliete come fotografare prima ancora di scattare. Se capite come volete emozionare il vostro osservatore, se preparate nella vostra mente la vostra composizione, le vostre immagini avranno maggiori chance di diventare fotografie. Ribaltando l’affermazione di alcuni grandi autori possiamo affermare che scattare è solo l’atto finale di una scelta.

Note
Oltre ai citati Avedon, Burri, Caroli, Hedgecoe lasciatemi citare Michele Vacchiano, Vitantonio Dell’Orto, Alberto Fioravanti che con i loro articoli ed insegnamenti hanno profondamente segnato questo articolo. A loro grazie, le sciocchezze sono solo opera mia

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